26 Giu 2019 19:00
La Torre della Zecca e il fiume Arno

La Torre della Zecca nasconde moltissime storie e moltissimi segreti. La sua presenza ci parla di un tempo lontano, un tempo in cui la città intera era fortificata, da mura lunghissime e possenti. Le mura, costellate di torri e porte, abbracciavano il cuore di Firenze e continuavano idealmente anche sul fiume.

La Torre della Zecca è infatti una delle poche testimonianze rimaste della trecentesca cinta muraria di Firenze. In origine faceva parte di un edificio più grande, un piccolo forte. Oltre al ruolo difensivo, come testimoniato dal nome, la Torre soddisfaceva altre funzioni. Era infatti il luogo fisico in cui veniva prodotta la ricchezza di Firenze: qui venivano coniate le monete e in particolare il fiorino d’oro, sfruttando la forza dell’Arno.

Risparmiata dalle distruzioni portate avanti per Firenze Capitale, la Torre  della Zecca oggi si erge come un gigante intrappolato nel traffico, ormai isolato da ciò che gli sta dintorno.

Ma è davvero così? Salendo sulla sommità della Torre, ci si accorge immediatamente che vi è uno stretto rapporto che la lega alla gemella al di là del fiume, Porta San Niccolò. Vi è quella pescaia, quella “cascatella” che emerge dall’Arno, specie nelle aride estati fiorentine. Disegna una diagonale perfetta, che collega direttamente la Torre alla Porta ed è evidente che non sia casuale. Questo, appunto, è un prolungamento delle mura sul fiume, una proiezione difensiva che serviva a fermare le imbarcazioni provenienti da fuori città, prima che entrassero nel centro di Firenze. Inoltre la pescaia regolava il livello delle acque. Garantiva, infatti, ai numerosi mulini della zona, ai tiratoi, agli opifici dei conciatori e dei tintori e ai macchinari della Zecca un approvvigionamento idrico sufficiente e costante nel tempo.

Dalla Torre della Zecca ripercorreremo la memoria del fiume e della valle d’Arno in alcuni aspetti oggi scomparsi. L’Arno è stato essenziale per la nascita e lo sviluppo della città di Firenze e per la storia delle sue valli e dei suoi insediamenti. La vita contemporanea e la tecnologia ci hanno oggi allontanato da quel fiume che fino a poco tempo fa era una risorsa indispensabile del quotidiano: così l’Arno è diventato un luogo pressoché sconosciuto, di cui si è perso la memoria dei luoghi e delle funzioni. I mulini, le gualchiere, le pescaie, con i loro marchingegni, risultano ormai incomprensibili e pertanto invisibili all’osservatore, che non è più in grado di coglierne il significato e la storia. Da questo punto di osservazione privilegiato proveremo a far rivivere attraverso il racconto alcuni aspetti della vita sul fiume, quando il percorso da Pratovecchio a Firenze brulicava di umanità, faccende, avvenimenti, storie.

Questo e tanto altro ascolteremo sulla torre mentre gusteremo un buon aperitivo nella magica atmosfera serale.

 

Durata circa 1 ora

Prezzo euro 15, bambini euro 8, comprensivo dell’aperitivo

Biglietto ingresso euro 6

La gratuità della fidelity card di EnjoyFirenze non si applica agli eventi inseriti nel progetto per EF 2019

Prenotazione obbligatoria allo 055-5520407 o a turismo@archeologia.it

A cura di Cooperativa Archeologia in collaborazione con Comune di Firenze-Estate Fiorentina 2019 e con Associazione MUS:E

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